VITA O SOPRAVVIVENZA?
Assistendo a programmi televisivi come il G'day di Geppy Cucciari o il David Letterman Show, mi sono accorto di come molte persone non ne capiscano le battute: la TV è cambiata molto negli ultimi 2 anni, c'è provocazione, irriverenza, satira a tutto spiano. Finalmente. Se molti non capiscono argomentazioni articolate, forme di ironia evolute e giochi di parole, dipende da diversi fattori. Il primo è drammatico. Secondo i sondaggi il 58 % degli italiani è sotto il livello di acculturazione medio e pertanto queste persone non sono in grado di comprendere argomenti complessi. Non a caso negli anni '80 SuperSilvio diceva nelle convention ai pubblicitari, che per vendere dovevano pensare di rivolgersi a dei tredicenni. E aveva ragione. Il suo successo lo ha dimostrato. Il gap, ovvero il divario che separa le persone consapevoli, curiose, di ricerca e di cultura da chi in tutti questi anni si è comportato come una pecora di un gregge, è enorme. Paradossalmente la crisi sta diminuendo questo divario, perché spinge le persone 'ferite' e impoverite a riflettere non solo sui propri diritti al lavoro, ma sul gioco al quale si sono prestate, attratte dalle sirene catodiche e del consumo come stile di vita. La tv-gnocca, i mirabolanti centri commerciali, le rateizzazioni, i mutui facili, le auto, hanno illuso il ceto medio basso di aver raggiunto il benessere. Invece era solo un gioco di specchi, fondato sul debito e condotto con maestria dal rassicurante burattinaio di turno. Credo che tutto ciò sia finito, il liberismo sfrenato, di cui Ronald Reagan è stato il primo strumento, ha aumentato la ricchezza dei potenti del 1.000%. Ma tutti i presidenti da allora in poi sono stati sudditi del sistema finanziario, pena l'esclusione. Lo stato sovrano ha ceduto il passo al dio denaro e quelli che sembrano i timidi tentativi di fare marcia indietro in Italia (da parte di un nugolo di banchieri, ah,ah) non può che creare disagio. La vita è finita è iniziata la sopravvivenza.
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BONOBO o SCIMPANZE'?“Gli esseri umani sono tutti diversi”. Questo sosteneva l’antesignano Kinsey, che ebbe il coraggio per primo di insegnare educazione sessuale nella puritana Università americana, contribuendo a sciogliere migliaia di pregiudizi e svuotare sacche di ignoranza, il peggior dei mali. Ancora oggi, nel 2012, viviamo con paradigmi ormai inadeguati, pregiudizi che ci impediscono di vivere bene e che alimentano spesso disprezzo nei confronti di chi non riconosciamo facente parte della nostra presunta ‘specie’. Sta a noi decidere se cadere nella trappola del ‘Pregiudizio Universale’ o se riuscire a toglierci gli occhiali ideologici attraverso i quali vediamo la realtà alterata, considerandoci diversi o migliori di altri. E per i nostri antenati primati vale lo stesso. Basti vedere la differenza tra i bonobo e gli scimpanzé. I primi vivono in condivisione, non hanno alcuna gerarchia, nessuna traccia di aggressività e ospitano amabilmente qualunque animale capiti tra di loro. Gli scimpanzé invece sono gerarchici, il più forte sottomette gli altri, ha diritto di prelazione sulle femmine del gruppo, e malauguratamente qualsiasi altra creatura osi entrare nel loro territorio viene sbranato vivo. Anche tra i babbuini sussiste una rigida gerarchia. Durante il rito quotidiano dello spulciamento, il leader viene spulciato dal suo secondo e così via, fino ad arrivare all’ultimo, il più sfigato del gruppo, costretto a spulciarsi da solo oltre che essere votato all’astinenza. Queste forme gerarchiche grossolane purtroppo ancora oggi sono riprodotte, anche se in modo molto più sottile, nella società umana, perché non dobbiamo dimenticare che l’uomo resta pur dunque un predatore, territoriale e molto spesso più egoista che solidale, soprattutto nei periodi di crisi, dove aumenta la competizione per accaparrarsi le ridotte risorse disponibili e difendere quello che viene considerato il proprio ‘territorio’. Anche se, a onor del vero, nessuna specie o tribù è veramente autoctona. I nostri avi ad esempio migrarono dalla Gallia. Gli esseri umani sono sempre stati tendenzialmente migratori, per le ragioni più svariate, dalle carestie alle guerre, quindi in realtà nessuno è realmente padrone della terra su cui vive o ha diritto di prelazione, è solo ‘migrato prima’ e chiunque ha diritto di camminarvi sopra. Sta a noi scegliere se comportarci come i bonobo e accogliere l’altro, o come gli scimpanzé, fare a pezzi chi è diverso da sé. Ma è lui a essere diverso da te o sei tu a essere diverso da lui? La risposta illumina l’insensatezza del pregiudizio.
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