IL ritorno di Al Cafone
Non so se ve ne siete accorti, ma in tempi di crisi i buoni vengono messi da parte e si fa largo ai duri, che esercitano un certo ascendente su chi è in cerca di soluzioni semplicistiche. Non importa se si è sgradevoli, arroganti, persino irritanti. Si piace lo stesso, anzi di più. Da qualche tempo, lo avrete notato i cattivi, gli spregiudicati, gli sbruffoni imperversano. Molto attuale e centrato quindi lo spot in cui Panariello fa il verso al simul-Briatore, il bauscia impenitente che dilapida denaro e ostenta un appartamento così grande da pagare l’ICI in tre comuni diversi. Finito il tempo del fair-play all’inglese, spopola una bella spocchia da mostrare senza pudore. I duri piacciono anche se non sorridono, o al limine deridono, e appaiono irritanti, in pieno ‘cafonal’ style. Gli psicologi dicono che ci attraggono perché in essi ci identifichiamo, vorremmo essere arroganti come loro, farci notare, stare sopra le righe, ‘avere carattere’ e mostrare i muscoli. Tutto quello che ci hanno detto per anni: essere buoni, comprensivi, empatici, in tempi di crisi non funziona più. E le prime a farcelo a volte sono proprio le donne. Un esempio? Lo sprezzante Fabrizio Corona, conteso fra la Moric e la Rodriguez, viene osannato come un idolo mentre l’allegato di Panorama in 7 volumi ‘L’Arte di Insultare’ va letteralmente a ruba. Moggi ha persino la spocchia di fare la vittima e ormai Ricucci e Fiorani sembrano delle educande. E non a caso nell’ultimo film di Pupi Avati, dove persino De Sica junior pare vero, Luca Zingaretti veste i panni di un faccendiere in sandali, a ricordarci forse il pentimento di Marrazzo, rifugiatosi in un convento dopo lo scandalo dei trans. Nel Regno Unito le ultime trovate raccapriccianti riguardano un reality che vede protagonisti solo disabili e un telegiornale con i cronisti svestiti: finalmente la ‘nuda verità’. E mentre Vallanzasca e il mostro del Circeo vengono redenti, il fetish impera. Più la spari grossa e più piaci, ovunque primeggiano i populisti, gli urlatori, l’incontro con la squillo è oramai una prassi consolidata nel gioco dei favori (dalla tangente alla tangenziale il passo è breve), nei talk show la corsa è sempre più al ribasso, dalle bonazze (preferite in politica alla Bonino) invitate dalla conduttrice di un certo qual programma a riconoscersi dal loro fondoschiena, alla Marcuzzi che per ‘alzare gli ascolti’ a ogni puntata del Grande Fratello ha ridotto progressivamente la quantità di stoffa che la ricopre (giusto per far risparmiare gli stilisti). E, a proposito di stoffa, beh sugli assidui frequentatori dei salotti televisivi, foraggiati lautamente per insultarsi a vicenda, ci sarebbe molto da dire, oppure meglio, stendere un velo di silenzio.

