PostHeaderIcon Pianto tutto

Pianto tutto è lo spettacolo più recente della versatile e simpatica attrice comica Rita Pelusio, che si è esibita con grande successo presso lo splendido teatro di Cassano Valcuvia, all’interno della rassegna ‘Teatro e Territorio’ organizzata da Promoarte/Teatro Periferico. Rita ha studiato alla scuola di teatro Fontana, quindi ha collaborato con Natalino Balasso, dal 2007 è ospite fissa di Colorado Cafè, ma le sue performances televisive non le restituiscono tutta la verve che riesce a sfornare in teatro. Pianto tutto, scritto con Riccardo Pifferi e Marianna Stefanucci, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, non è uno spettacolo informato dalla volontà di cambiare vita. Ma un testo in cui, paradossalmente ‘si ride sul pianto’, e soprattutto sulle idiosincrasie che esistono sull’attitudine di piangere soprattutto da parte delle donne. Il pianto infatti viene spesso considerato un sintomo di debolezza, mentre rappresenta in realtà un segnale della capacità di restare in contatto con se stessi e i propri sentimenti, cosa che resta più facile alle donne che agli uomini, i quali in genere faticano a piangere (e a lasciarsi andare) confondendo la durezza con la forza. Se un uomo piange, non illudetevi: ha la congiuntivite. Rita, tra una canzone pungente-struggente e l’altra (suona magistralmente il pianoforte) racconta gli atteggiamenti degli altri nei confronti di chi piange, in un crescendo divertente di ‘casi umani’, dall’amica addolorata e amletica che sembra volerti consolare (ma forse in realtà è lei che, afflitta dalla classica ‘sindrome del pompiere’ ha bisogno di conforto), alla milanese briosa e frizzante, abituata a negare il dolore, esorcizzandolo nella frivolezza, loquace al punto da risultare insopportabile, piena di tic e tormentoni, e non ti lascia mai parlare. Per non parlare della totale incomunicabilità generazionale con i genitori del sud, che ovviamente la fraintendono, pensando che lei pianga perché è rimasta incinta. E che dire del figlio secchione, iscritto alla scuola steineriana, che le pone addirittura domande degne di uno psicoterapeuta junghiano, spiegandole che dovrebbe comportarsi come la mamma del suo amichetto italo-francese, che non piange mai, in quanto superdonna, e che alla fine, si scopre, piace anche a papà. Rita non riesce a piangere neppure in chiesa o al cimitero. Ovunque vada trova qualcuno che di fronte al suo pianto prova disagio e disappunto, ponendole la terribile domanda: ‘Perché piange?’ una domanda irritante e fuori luogo, di fronte a un atto che meriterebbe contegno e rispetto, e non un consiglio o una diagnosi grossolana: mai dare consigli non richiesti. L’importante, avverte l’attrice, è che le donne non piangano davanti al loro uomo solo per ottenere uno scopo: questo non s’ha da fare. Uno spettacolo allo stesso tempo esilarante e tenero, che ci fa ridere ma allo stesso tempo riflettere sulla condizione umana, dove è proibito mostrare i propri sentimenti, forse perché il nostro disagio può fare da specchio agli altri, far prendere loro coscienza di ciò che quotidianamente si buttano dietro alle spalle, simulando un benessere più esibito che reale. La vulnerabilità è il segreto per accedere all’amore e per avere una vita degna e intensa, e in questo le donne hanno molto da insegnare. www.ritapelusio.it

 

 
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