La leggenda del santo traduttore
Sabato 30 gennaio alle ore 16.30 presso la libreria Mille Pagine di Luino, in via Manzoni, organizzato dal gruppo culturale controIncontro, appuntamento da non perdere con Luciano Lavadas, scrittore, traduttore ma anche uomo di mare e navigatore di grande esperienza. Lavadas ha doppiato due volte Capo Horn, ha condiviso esperienze con Bernard Moitessier e Eric Tabarly, e ed è stato il primo italiano a navigare nei canali della Terra del Fuoco.
L’incontro si preannuncia dunque molto interessante, con un uomo che ha compiuto una scelta forte e radicale, in quanto ‘viaggiatore dell’anima’, in cerca dei sogni esiliati, verso orizzonti estremi, lontano dalle convenzioni prevedibili, perché “quando ci prende il desiderio di partire, possiamo salire su una barca e andare a cercarli”. E per Lavadas la propria terra è il mare.
Quando non naviga, abita in un paesino di montagna, nell’entroterra lacustre della sponda piemontese del Verbano, probabilmente il suo ‘luogo dell’anima’, una sorta di faro, un trespolo da cui guardare il mondo, di cui ogni scrittore in fondo ha bisogno di nutrirsi, per poi ripartire verso nuovi spazi da esplorare.
D’altronde “La vita inizia dove non c’è sicurezza”. E forse ogni viaggiatore dell’anima sa che la nostra esistenza reale inizia solo quando riusciamo finalmente a sottrarci al giogo delle abitudini e dei vizi consolidati, e cominciando il viaggio, stemperiamo la nostra paura, acquistando sempre più temerarietà e coraggio, per accettare la solitudine del viandante e il destino incerto che spesso tocca ai precursori. E in fondo il narratore e il navigatore allo stesso modo esprimono il legittimo bisogno di vivere la propria vita come un’esperienza straordinaria, in cui il viaggio, spesso iniziatico, diviene una metafora della propria condizione esistenziale.
Ma, in quanto traduttore, Lavadas esprime anche l’umiltà di riconoscere il valore dell’altro, di esplorare la scrittura di un autore affine, la sua lingua, per coglierne profondamente il senso.
Il tema trattato in questo incontro sarà infatti quello dell’arte della traduzione, un lavoro estremamente difficile che esige grande empatia e sinergia tra scrittore e traduttore, una comprensione profonda, per rispettarne l’essenza, le istanze e la cifra narrativa.
Luciano Lavadas, autore anche di un bel libro autobiografico dal titolo ‘l’esilio dei sogni’ (Mursia Editore) ha tradotto diversi libri come ‘Allegri Tropici’ e ‘Cacciatori di tempeste’ di Hervé Hamon, e ‘Mermoz’ di Joseph Kessel, storie intense e avventurose, in cui l’essere umano si misura con le forze smisurate del mare e della natura, imprevedibili e pertanto affascinanti, come la vita. Dopo l’incontro seguirà degustazione ‘in bianco’ di prodotti territoriali offerti dalla Cascina Pandorè di Montegrino Valtravaglia. Ingresso libero.

