Piacere e realtà
IL PRINCIPIO DI PIACERE E IL PRINCIPIO DI REALTA’
Freud diceva che “La civiltà è costruita su una restrizione delle pulsioni”. La civiltà prevede enormi sacrifici da parte degli esseri umani sul piano della sessualità e dell’aggressività. Il principio di piacere è quindi in funzione di quello che possiamo chiamare il principio di realtà. Lo scambio avvenuto è quello tra felicità e sicurezza. Si rinuncia ai propri istinti in nome di una garanzia di sopravvivenza e continuità. Ma si tratta di uno scambio vantaggioso? La sicurezza è veramente aumentata o qualcosa in questo scambio è andato perduto? Una perdita c’è stata per via dell’educazione, ed è proprio quella che è rappresentata dall’espressione corporea e dal forte legame istintuale con la natura. Ne consegue un eccesso di ordine e una limitazione della libertà comportamentale. Questo processo è stato compensato dall’individualismo, ovvero dalla lotta legittimata per crearsi uno spazio di movimento autonomo in cui il cittadino, all’interno dell’ordine costituito, si senta comunque tutelato e allo stesso tempo disponga di uno spazio di mobilità che gli permetta di evolversi, scegliere e sviluppare competenze. La socializzazione dell’individuo passa quindi attraverso l’accettazione di un paradigma di regole che prevedono la rinuncia alla soddisfazione immediata delle pulsioni in nome di un codice che garantisca la sicurezza e lo status quo. Ma la felicità nasce invece proprio dal soddisfacimento di desideri a lungo repressi e focalizzati soprattutto nel corpo. La trasgressione sessuale che ha caratterizzato gli ultimi decenni del XX° secolo è in tal senso emblematica. La seduzione, scalzata dal proprio ambito, è diventata pervasiva, il sesso traspare da una moltitudine di forme comunicative, propagandistiche, mediatiche e pubblicitarie, come una sorta di implosione a causa di un’eccessiva tensione non facilmente ‘scaricabile’ nelle interazioni umane. Siamo entrati in una fase in cui si potrebbe parlare di meta-sessualità, di pensiero sensuale, di ammiccamento continuo all’eros, in nome di un bisogno fisico e psicologico di sprigionare virtualmente energie represse. La circolazione di materiale pornografico in Internet e il crescente uso di chat on line con la funzione di rintracciare partner è evidente ed esplicito in tal senso. Assistiamo quindi a due correnti contrastanti, da una parte la tutela dell’ordine sociale con l’osservanza delle regole che prevedono rituali standardizzati, dall’altra l’urgenza di un impulso erotico sublimato che porta all’erotizzazione del mondo dello sguardo, con un conseguente ricorso massiccio alla trasgressione e alla seduzione di massa, attraverso il costume sociale. Il culto della bellezza si intreccia quindi con il mondo delle pulsioni, creando nuovi miti considerati intoccabili, divinità dal corpo perfetto che fungono da catalizzatori per spingere il consumo di ‘strumenti’ estetici tipici del cosiddetto mercato dei desideri.

